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2/3/2007 LE PETIT PRINCE“oi Petit Prince, non scappare perché di te noi tutti abbiamo bisogno” …cadde dolcemente come cade un albero… “non ci abbandonare quando la vita ci chiama a diventare grandi”
“oi”…direbbe quel Manu che avete conosciuto quando aveva 16 anni e quello che ancora adesso lo direbbe, ma per l’ultima volta, è si perché questo è l’ultimo anno da minorenne, dal prossimo 12 marzo 2008 sarò un adulto, un maggiorenne, e da quel giorno non potrò più sognare, giocare o dimenticare, come si faceva durante l’infanzia, a tutte le cose brutte, e dovrò dire “Buongiorno” o “Salve”. Be’ quel mitico giorno che ancora dovrà venire, speriamo che tardi il più possibile, perché la voglia di crescere c’è ed è forte ma è schiacciata dalla paura e dal timore di non essere all’altezza del nuovo mondo. In questi 16 anni non ho mai avuto un mio Piccolo Principe, un bimbo con cui continuare a giocare, ma ora se potessi chiedere qualcosa a Dio non esiterei a proporgli di farmelo avere per tutta la vita, si un ometto tutto mio, personale! Un principe che ogni volta che siamo tristi ci fa divertire e ci insegna cos’è la vita, quel arcana esperienza che non si è capito a cosa serva. Ma, se mi posso permettere, io il mio Piccolo Principe infondo l’ho avuto, e come disse Antoine de Saint-Exupéry, era bellissimo e ingenuo, come un bimbo; quel mio ometto non ha mai avuto un nome, ma ne ha avuti tanti, forse anche troppi, ma è sempre stato accanto a me, ed io devo molto a lui. Se devo dire la verità il Piccolo Principe è presente in tutti noi, ognuno di noi ha il suo e ognuno può scegliere chi sia, se un parente a noi caro ormai volato in cielo, se un amico speciale che è sempre accanto a noi o se un’altra cosa questo non importa, quello che conta è che sia lì, sempre accanto a te, anche se a volte è invisibile lui è lì a proteggerti da tutto e tutti. Ti chiedo di non andartene, resta con me, fa che la maturità non porti via quel godersi la vita tipico dei bambini, e fregatene di quello che dice la gente, la meschina gente, capace solo di giudicare senza sapere. Chi ha letto il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry sa che alla fine l’ometto si fa mordere da un serpente per poter tornare nel suo mitico asteroide B612.
Cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia.
Dopo la pubblicazione di questo best seller, che mi ha dato l’ispirazione per potervi raccontare il mio pensiero, l’autore scomparve nel nulla, morì in condizioni misteriose mentre sorvolava il Mediterraneo…ma sono sicuro che lui ora sarà felice poiché ha raggiunto il Piccolo Principe e poiché potrà giocare a disegnare elefanti dentro serpenti boa tutto il giorno. Ecco questa sarebbe la fine perfetta della vita, perchè ognuno di noi sarebbe felice di condividere la futura vita insieme al suo Piccolo Principe…e alla faccia degli adulti quel “oi” non andrà in pensione perché lì dentro ci siete rinchiusi tutti voi amici che ogni volta me lo sentite dire, e quindi li c’è il mio ometto. MERCI MES PETIT PRINCES (grazie miei piccoli principi) PULVEREM ES ET PULVEREM REDIES (polvere sei e polvere tornerai) |
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